Fumi? All’azienda costi 3500 euro

Stress, depressione e difficoltà di lavorare in team. Sono solo alcune delle caratteristiche negative del dipendente fumatore. Parola di Allen Carr’s Easyway Italia, la società che gestisce nel nostro Paese l’omonimo metodo antifumo che ha convinto milioni di tabagisti a rinunciare alle «bionde». E in un’indagine realizzata in esclusiva per «Economy» calcola il danno economico delle sigarette sui conti aziendali: 3.500 euro l’anno per singolo fumatore, pari cioè a 100-180 ore di lavoro perse in pause «mordi e fuggi», cinque giorni di malattia in più rispetto a un non fumatore, degenze ospedaliere più lunghe e altro ancora. «Senza contare i fattori meno tangibili come lo stress e l’irritabilità» dice Francesca Cesati, 58 anni, titolare della Allen Carr’s Easyway Italia e per 20 anni fumatrice incallita, che ha smesso, manco a dirlo, partecipando a un seminario di Allen Carr, autore del best seller È facile smettere di fumare, se sai come farlo, 11 milioni di copie vendute in tutto il mondo. «Sono stime ottimistiche, tanto più che il numero dei fumatori in Italia, e non solo, è tornato a salire».

La conferma arriva anche dall’Istituto superiore della sanità che per il 2009 attesta il numero dei tabagisti made in Italy a quota 13 milioni, pari al 25,4% della popolazione sopra i 15 anni, in crescita del 3,4% sul 2008. E in una ricerca realizzata in collaborazione con la Doxa, l’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri e la Lega italiana per la lotta contro i tumori dimostra che a diminuire è soprattutto il numero degli ex fumatori, passati dal 18,4 al 14,6%. Risultato: lo stress da crisi ha indotto molti ex a riaccendere la sigaretta. «Ma una via d’uscita c’è» assicura Giuseppe Fusar Poli, responsabile sicurezza di Unipol gruppo finanziario (Ugf), che da tre anni collabora con la squadra italiana di Allen Carr offrendo corsi antifumo ai dipendenti che li richiedono. «Finora sono state 215 le adesioni, con un tasso di successo del 46% e un costo complessivo per la compagnia di 70 mila euro circa». In questo caso i seminari durano 6 ore e si tengono in un’unica giornata. Si tratta di pacchetti che prevedono la formula «soddisfatti o rimborsati», «ma finora quelli che ci hanno chiesto di riavere indietro il denaro sono solo il 6-7%» dice con orgoglio Cesati.

Operazioni su più fronti con l’obiettivo di ridurre il numero dei lavoratori fumatori e il loro impatto sui conti aziendali sono state messe a punto anche in Antex, società che offre soluzioni e servizi di outsourcing nell’area del personale, con uffici a Milano, Roma, Ivrea e Pordenone dove lavorano 398 persone. «Abbiamo iniziato con i corsi presso l’Istituto dei tumori di Milano destinati ai dipendenti fumatori, con l’obiettivo di farli smettere, per un investimento complessivo di circa 20 mila euro l’anno per cinque anni» spiega Umberto Signorini, titolare dell’azienda. «Poi, una votazione interna tra i dipendenti ha deciso che la nostra doveva essere una compagnia no smoking e quindi abbiamo predisposto aree esterne per i fumatori dicendo loro che ogni volta che uscivano dovevano timbrare, per inquadrare il fenomeno». In questo modo si è appurato che ogni dipendente tabagista passava in media 40 minuti al giorno lontano dalla postazione di lavoro. «E ci siamo detti che non era giusto nei confronti degli altri lavoratori. Così per una questione di giustizia, d’accordo con i lavoratori e con i sindacati, abbiamo deciso di sottrarre questo tempo dalla banca ore». Direttamente la busta paga non ne risente, ma le ore di permesso a disposizione diminuiscono. Risultato? I fumatori sono passati dall’80 all’attuale 7%.

Ma c’è anche chi ha optato per un approccio soft al problema. «Non ci siamo sentiti di penalizzare i fumatori, anche se è vero che vanno a incrementare il costo del lavoro aziendale» interviene Massimo Rossi, direttore delle risorse umane per l’Italia e il Sud-Est Europa di Sgs, multinazionale svizzera che opera nel campo delle attività ispettive per le certificazioni dei prodotti. Qui non sono state realizzate salette ad hoc, ma si è preferito allestire isole esterne ed è stato avviato un programma di visite mediche frequenti durante le quali ai dipendenti viene ricordato che il fumo nuoce alla salute.

vertical_3d_cover_version-kopie
Hier erhalten Sie exklusiv unseren kostenlosen Ratgeber!